di Maria Rizzo, coordinatrice e tutor del progetto per la Fondazione
Immaginate di compiere 18 anni e scoprire che, da quel giorno, dovrete cavarvela completamente da soli senza piu nessuna rete di protezione. È la realtà di molti care leavers in Italia — ragazze e ragazzi cresciuti fuori dalla famiglia d’origine per provvedimento dell’autorità giudiziaria, che al compimento della maggiore età si trovano davanti a un bivio: farcela da soli, o avere qualcuno che li accompagni.
La Fondazione Protettorato di S. Giuseppe ETS ha scelto la seconda strada.
Un progetto, dieci storie, un solo obiettivo: l’autonomia
Si chiama “Nessuno resti indietro” ed è il nuovo progetto approvato dalla Regione Lazio nell’ambito del Fondo Sociale Europeo Plus, all’interno dell’iniziativa “Verso l’autonomia”. Coinvolge dieci giovani care leavers del territorio laziale e si sviluppa in dieci mesi di percorso intensivo, a partire da aprile 2026, in collaborazione con l’Università LUISS e l’ente di formazione ENGIM.
Non un semplice corso, ma un vero e proprio percorso di rinascita, che parte innanzitutto dall’ascolto: ogni ragazzo viene accolto da un’équipe multidisciplinare — psicologa, educatori, orientatori, tutor dell’autonomia — che costruisce con lui, e non per lui, un Piano Personalizzato su misura, fatto di colloqui individuali e orientamento psico-sociale.
Da questo lavoro di conoscenza reciproca nascono i passi successivi, che oggi sono già realtà: otto dei dieci ragazzi stanno seguendo il corso di formazione come aiuto cuoco presso ENGIM, imparando ora dopo ora un mestiere vero — una competenza concreta, spendibile, pensata per aprire le porte del mondo del lavoro. Al termine delle 150 ore di formazione li attendono i tirocini, quattro mesi nelle aziende del territorio individuate grazie a un lavoro attivo di scouting.
Per gli altri due ragazzi, invece, il percorso ha già aperto la strada dell’università, resa possibile da una borsa di studio e dal tutoraggio accademico della LUISS. A fare da filo conduttore a tutto il percorso c’è poi il supporto alla vita quotidiana: gestione economica, organizzazione del tempo, focus group di confronto. È la parte più silenziosa del progetto, perché è quella che insegna davvero a “stare in piedi” da soli.
Non lasciare indietro nessuno è una scelta, non un caso.
Dietro ogni numero ci sono volti, storie, paure e desideri di ragazzi che meritano la stessa possibilità di chiunque altro: costruirsi un futuro.
La Fondazione Protettorato di S. Giuseppe ETS lo dice con i fatti, non solo con il nome del progetto: nessuno, davvero, deve restare indietro.
