Dopo 10 anni in Protettorato, Stefano ha preso la sua strada

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Anche noi educatori ci portiamo a casa tanto dai legami che costruiamo nel nostro lavoro e più passa il tempo più i legami diventano importanti. Dopo 10 anni trascorsi insieme, il legame diventa davvero significativo. Nessuno vorrebbe mai che la permanenza dei nostri ospiti fosse così lunga, si cercano sempre alternative valide. Ma a volte queste vengono a mancare e il tempo si prolunga.

Per Stefano è successo così.

È arrivato da noi con i suoi fratellini quando aveva solo 7 anni e ci ha salutato proprio pochi giorni fa, dopo 10 anni e 4 mesi, ormai maggiorenne. Da bimbo è diventato uomo e quello che doveva essere un passaggio in attesa di alternative è diventato una fase centrale della sua vita. Una responsabilità grandissima per gli educatori e per tutta la struttura.

Stefano ha visto gli amici crescere, prendere altre strade, i fratelli trovare altre realtà e le sue possibilità più volte trasformarsi in vicoli ciechi che lo hanno sempre riportato al Protettorato. Che così, in questa storia più che in tante altre, è diventato “casa” in tutti i sensi, il punto di riferimento stabile, il luogo della crescita e degli affetti.

Il giorno in cui è salito sull’auto che lo avrebbe portato alla nuova casa e al suo nuovo progetto di Semiautonomia, Stefano aveva gli occhi lucidi. E non solo lui. “Che pezza”, ci ha detto. E in quelle due parole ce n’erano nascoste tantissime altre. C’era nascosto un “che paura”. Un “che emozione”. E forse anche un “grazie”.

Guardare quel giovane uomo andare per la sua strada, con i suoi bagagli e quelle poche parole, ci riportava a tutto il cammino fatto insieme. Al bambino che era arrivato da noi, irrequieto, sofferente, in difficoltà. A tutto il tempo speso per occuparci di lui, tra le sue risorse e le sue resistenze a volte spigolose. A tutte le lotte per aiutarlo a portare fuori il meglio di sé, a scoprirlo, a dargli fiducia.

Ci riportava a osservare il percorso fatto, nel quale Stefano aveva saputo mettersi in gioco davvero, trovare il coraggio e trasformarsi in un nuovo giovane uomo, in una nuova possibilità per se stesso.

A volte la cura, le burocrazie, gli impegni e gli sforzi ci portano un po’ a perdere il fuoco sulla grandezza di quello che ci succede. Dieci anni in casa famiglia sono tanti. Troppi.

Ma sono, in ogni caso,un lunghissimo pezzo di strada. In cui non “ti abbiamo accompagnato”, ma “ci siamo accompagnati”.

Grazie

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