L’accoglienza straordinaria del Protettorato

Alle 7:48 circa del mattino del 13 gennaio 1915, il Centro Italia fu sconvolto da un sisma – uno dei più distruttivi della storia d’Italia – di magnitudo stimata intorno a 7,0 (pari al grado XI della scala Mercalli) con epicentro nella Conca del Fucino, in Abruzzo.

La zona più colpita fu la città di Avezzano, rasa al suolo quasi totalmente, ma il terremoto fece vittime ingenti (circa 30.000) anche nelle aree della Marsica, valle Roveto, Valle del Liri, zone del Lazio meridionale e del Cicolano. Le cause del disastro furono la violenza della scossa, l’edilizia povera in pietrame e malta scadente, la vulnerabilità dei centri storici e la forte densità abitativa, aggravate dal fatto che il sisma colpì al mattino, quando molte persone erano ancora in casa.

I soccorsi furono lenti e disorganizzati. Le comunicazioni erano interrotte, le strade e le ferrovie danneggiate, il clima rigido e l’Italia era alla vigilia dell’ingresso nella Prima guerra mondiale. L’organizzazione dei soccorsi fu criticata e le prime notizie giunsero a Roma con ritardo. Intervennero esercito, Croce Rossa e volontari; l’area ricevette anche aiuti internazionali. Il re Vittorio Emanuele III visitò i luoghi colpiti.

Particolarmente significativa è la testimonianza letteraria di Ignazio Silone, che perse la madre nel terremoto. Nelle sue memorie descrive i giorni successivi al sisma e l’opera di don Luigi Orione, che raccolse gruppi di bambini rimasti senza famiglia e cercò di trasferirli a Roma per metterli in salvo.

Silone scrive: “un piccolo prete si aggirava tra le macerie accompagnato da bambini e ragazzi rimasti senza famiglia, tentando di trovare mezzi per condurli a Roma. Quel sacerdote era don Luigi Orione”.

Don Luigi Orione fu nominato delegato principale sul territorio e si occupò di organizzare tutte le attività per i primi trasferimenti verso strutture assistenziali romane degli orfani e minori sopravvissuti. Attraverso l’opera di questo sacerdote straordinario, e nella totale disorganizzazione che caratterizzò le operazioni di soccorso, si procedette in quei momenti frenetici alla identificazione dei minori, alla ricerca di parenti superstiti, a fornire gli orfani di tutela patrimoniale e legale e al trasferimento presso ospedali, collegi, istituti religiosi e famiglie.

L’elenco ufficiale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia nell’agosto 1915 censiva centinaia di minori distribuiti in numerosi istituti romani e italiani. Tra questi figurava il protettorato San Giuseppe.

Già il giorno successivo al sisma furono accolti i primi profughi, su invio del Sindaco di Roma e, dopo 3 giorni, erano già 40 i ricoverati. Dopo qualche giorno, sarà principalmente l’Opera nazionale di patronato “Regina Elena” per gli orfani del terremoto – istituita dopo il terremoto di Messina del 1908 e posta sotto l’alto patronato della Regina Elena -. che si occuperà di accompagnare i piccoli al Protettorato.

I registri di quell’anno certificano l’arrivo, nel periodo gennaio – aprile 2015, di circa 270 bambini e bambine provenienti dalle zone terremotate che trovarono nel Protettorato rifugio e conforto.

La maggior parte di loro venne restituita alle famiglie in breve tempo.

Molte informazioni storiche relative ai bambini terremotati di Cese dei Marsi, ospitati presso il Protettorato di S. Giuseppe, possono essere visionate direttamente collegandosi ai seguenti siti

https://storiedellecese.com/2024/01/13/gli-orfani-e-i-minori-ricoverati-dopo-il-terremoto/
https://antenatidellecese.wordpress.com/

Grazie al sig. Danilo Cosimati per le foto e le fonti storiche

Grazie al sig. Danilo Cosimati per le foto e le fonti storiche

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